martedì 27 novembre 2007

Celentano, gli italiani e i fatti.



Non deve essere molto bene questo paese, per aver bisogno delle tele-prediche di Celentano.




Che vengono attese messianicamente ogni volta, come se dal verbo del plurimilionario molleggiato dovessero derivare chissà quali illuminazioni sul nostro futuro, come razza italica e come razza umana, più in generale.




Eh sì perchè come è noto, Celentano si è da tempo - dai tempi di Yuppi Du, ma anche prima - calato nei panni del guru, del salvatore della patria e del mondo tutto intero. Le sue ricette sono sempre un po' così, un po' già sentite, un po' populiste, un po' furbe, e un po' common sense, ma sempre - o forse proprio per questo - arrivano al buon punto di suggestionare il tele-spettatore medio italiano, stordito dall'abuso dei reality o dal carosello dei politici di turno, all'ultimo TG.




"Oh, finalmente qualcuno che parla chiaro!"




Poco importa che poi il tele-predicatore ammannisca le sue verità tra una traccia e l'altra del suo ultimissimo CD casualmente in uscita proprio in questi giorni.




L'importante è che Celentano dia la linea.




E così stavolta non è più 'rock' o 'lento'. Stavolta è 'terra sì' 'terra no', il meccanismo è sempre lo stesso: buoni e cattivi. Buoni da una parte, cattivi dall'altra. E stavolta i cattivi sono quei cattivoni che vogliono il nucleare, fregandosene della distruzione, degli avvelenamenti, del futuro.




Menomale che c'è Celentano. Da ieri sera i 9 milioni di italiani si sentono più rassicurati. La linea è dettata. Bisogna aspettare la fusione fredda. Che tanto sta per arrivare. E quelli che vogliono riaprire qualche centrale nucleare, lo fanno solo per acchiappare i voti.




Non sono come lui, che dice le cose che pensa perchè le pensa, e non perchè gli servono per vendere qualche migliaio di copie in più dei suoi CD.




Ma pazienza. La linea è dettata, e stiamo tutti più tranquilli.




L'Italia ha qualche chiacchiera in più da giostrare, nel mare magnum di chiacchiere in cui ogni giorno annega questo paese.




Intanto, apriamo il Corriere della Sera di oggi e scopriamo - in due paginone - che la Germania sta vincendo la sua colossale sfida al risparmio energetico: entro il 2020, tra 13 anni la Germania produrrà il 40 per cento in meno di emissioni dannose. Grazie ad un piano gigantesco di energia rinnovabile che coinvolgerà ogni strato sociale del paese.




Vabbè ma quelli sono i soliti barbosi crucchi.




Loro mica ce l'hanno un Celentano....

2 commenti:

az ha detto...

Avete ragioni da vendere. Ma Celentano non sarà un Beppe Grillo canterino, solo un po' più confuso di tesa e meno acculturato? Andate avanti così, magari aggiornando più spesso il blog. Per uno come me che vi scrive ce ne sono 1000 pigri che leggono e basta. Complimenti anche per il bellissimo sito.

Cristiani per l'ambiente ha detto...

Grazie, Carlo
Criamb