martedì 29 aprile 2008

Perchè ha vinto Alemanno ?


Siamo proprio sicuri che è solo la questione sicurezza ad aver fatto vincere Alemanno a Roma, contro Rutelli ?

Siamo proprio sicuri che non c'entri niente lo stato in cui versa la città, e che chiunque - visitatore o abitante - può verificare ogni giorno percorrendo le sue strade, i viali, i giardini, i parchi, le scalinate di questa storia infinita che è Roma ?

Siamo proprio sicuri che non c'entri niente il fatto che una amministrazione che includeva nelle sue fila una forte componente ambientale o ambientalista - che dovrebbe battersi per il rispetto dell'ambiente, massimamente in una città come Roma - ha pesantemente fallito in questo campo, in quasi sedici anni di governo ininterrotto ?

Ora va bene, i Romani sono sporchi.

E ancora di più sono sporchi molti dei turisti che anche dall'estero trattano questa città come una specie di pattumiera all'aperto.

Ma una amministrazione - una buona amministrazione - non dovrebbe utilizzare ogni risorsa disponibile - con campagne VERE, con informazioni VERE, con interventi VERI, per sensibilizzare TUTTI al rispetto dei tremila anni di storia che Roma si porta dietro ?

Non è una questione di centro storico: ogni quartiere di Roma, anche quelli che una volta venivano considerati 'bene' o 'alti' versano in uno stato di penoso abbandono. Vie, strade nelle quali non è dato il bene di vedere un operatore ecologico - una volta si chiamavano netturbini - per settimane e mesi. Aiuole diventate discariche all'aperto, escrementi canini lasciati ad essiccare e a solidificarsi per mesi, cestini, cassonetti, contenitori che vengono lasciati per giorni e settimane a vomitare i loro rifiuti, senza che nessuno li avvicini.

Ma si tratta così una città ?

Ma che esempio si dà alle nuove generazioni ? Come li si educa ?

Davvero i bilanci comunali - non così poveri, a quanto sembra - non possono evitare che la pulizia pubblica della città, la sua vivibilità, la sua igiene, siano all'ultimo posto delle priorità municipali ?

Ci sono soldi per opere faraoniche, e non per mantenere un minimo di pulizia nelle strade ?

Davvero negli ultimi anni Roma, da questo punto di vista, è peggiorata e di molto.

E' un dato oggettivo, non una valutazione politica.

Ma la politica dovrebbe partire sempre da dati oggettivi. Anche se in questo paese sembra che ce ne siamo tutti dimenticati.

martedì 22 aprile 2008

L'italia dell'Aut-Aut.



In un paese che sembra capace solo di dividersi: - meglio berlusconi o veltroni, meglio totti o del piero, meglio il nord o il sud, meglio le centrali nucleari o le centrali eoliche, meglio il caffè macchiato o il cappuccino con la schiuma, meglio il milan o l'inter, meglio la zuppa con i pomodori o il risotto allo zafferano, meglio le ecoballe o meglio le balle e basta, meglio la bellucci o meglio la ferilli, meglio renatozero o meglio ligabue, meglio repubblica o meglio il corriere della sera, meglio il mare o la montagna, meglio pippo baudo o mike bongiorno, meglio nanni moretti o vanzina, meglio mediaset o meglio la rai, meglio umberto eco o meglio socci, meglio la fede o meglio l'amante, meglio la segretaria o meglio il blackberry, meglio branko o meglio paolo fox, meglio l'aglio o il peperoncino, meglio le donne o meglio gli uomini, meglio la pera o meglio il pecorino, meglio la destra oppure la sinistra, meglio la chiesa o l'anticristo, meglio il sabato o meglio la domenica, meglio la porsche o meglio la ferrari, meglio una gallina oggi che l'uovo domani o meglio l'uovo adesso e della gallina chi se ne impippa -


in questa italia dell'aut-aut per finta, gli italiani hanno capito benissimo una cosa sola: che finora non si è visto niente, e non si muove niente.


Prendiamo l'ambiente: un paese che è fermo a trent'anni fa. Completamente dipendente dall'estero per le sue risorse, completamente sprecone e inefficente all'interno.


Cosa serve per cambiare ?

Forse per esempio che si smetta di dire 'no a priori', o per finta.... E che si dica qualche convinto. Anche da parte di chi, per finta, o per professione dovrebbe solo dire no.

sabato 19 aprile 2008

Il Papa alle Nazioni Unite parla di Ambiente !


Benedetto XVI è il terzo Pontefice di Roma a parlare di fronte all'Assemblea delle Nazioni Unite. Dopo Paolo VI e Giovanni Paolo II (due volte) è toccato dunque a lui parlare ai rappresentanti di 192 paesi del Mondo.


E qualcuno può essersi sorpreso, non conoscendo questo Papa, che tra i temi affrontati - certamente quelli considerati più urgenti per il mondo, oggi - il Papa si sia riferito direttamente e concretamente anche ai temi ambientali.

Riportiamo due passi in particolare - anche perchè ci sembra che siano stati piuttosto ignorati dai giornali italiani (ma non da quelli stranieri). Eccoli qui:

...Certo, questioni di sicurezza, obiettivi di sviluppo, riduzione delle ineguaglianze locali e globali, protezione dell’ambiente, delle risorse e del clima, richiedono che tutti i responsabili internazionali agiscano congiuntamente e dimostrino una prontezza ad operare in buona fede, nel rispetto della legge e nella promozione della solidarietà nei confronti delle regioni più deboli del pianeta. Penso in particolar modo a quei Paesi dell’Africa e di altre parti del mondo che rimangono ai margini di un autentico sviluppo integrale, e sono perciò a rischio di sperimentare solo gli effetti negativi della globalizzazione. Nel contesto delle relazioni internazionali, è necessario riconoscere il superiore ruolo che giocano le regole e le strutture intrinsecamente ordinate a promuovere il bene comune, e pertanto a difendere la libertà umana.

... Qui il nostro pensiero si rivolge al modo in cui i risultati delle scoperte della ricerca scientifica e tecnologica sono stati talvolta applicati. Nonostante gli enormi benefici che l’umanità può trarne, alcuni aspetti di tale applicazione rappresentano una chiara violazione dell’ordine della creazione, sino al punto in cui non soltanto viene contraddetto il carattere sacro della vita, ma la stessa persona umana e la famiglia vengono derubate della loro identità naturale. Allo stesso modo, l’azione internazionale volta a preservare l’ambiente e a proteggere le varie forme di vita sulla terra non deve garantire soltanto un uso razionale della tecnologia e della scienza, ma deve anche riscoprire l’autentica immagine della creazione. Questo non richiede mai una scelta da farsi tra scienza ed etica: piuttosto si tratta di adottare un metodo scientifico che sia veramente rispettoso degli imperativi etici.


Sono parole che - espresse da un Papa, da questo Papa - meriterebbero di essere meditate a lungo, ragionate, e fatte fruttare.

Qui sotto per leggere il discorso del Papa nella sua interezza:
http://www.korazym.org/news1.asp?Id=28378

martedì 15 aprile 2008

Elezioni - La Paura può diventare una risorsa .


Il giorno dopo il terremoto, sembra come se ci sia stata una seconda tangentopoli in questo paese.

Che si risveglia, in questo 15 aprile 2008 con due certezze:

- la liquidazione (che appare oggi definitiva, irreversibile) della fase storica nella quale in Italia si avevano due frange politiche di diretta derivazione da due movimenti totalitaristici che hanno contrassegnato il Novecento mondiale.

- l'entrata in una nuova fase che avvicina l'Italia al sistema ormai prevalente nell'Europa Occidentale nella quale si fronteggiano sostanzialmente due schieramenti, uno di matrice conservatrice e uno di matrice progressista.

Per il resto, il dato politico dimostra la inequivocabile bocciatura dell'operato del Governo precedente, e il parziale fallimento della operazione veltroniana di restyling del centro-sinistra (operazione che pure raggiunge un buon risultato elettorale, però largamente insufficiente per governare).

L'Italia manda un segnale forte, il Nord Italia ancora più forte.

L'Italia sembra, in questo momento storico, aver bisogno di tutto. Chiede che le cose cambino davvero. Cambino sul serio. Ma lo scenario internazionale non lascia adito a molti entusiasmi o speranze irrazionali.

E' più che mai il momento di impegnarsi, tutti. Se una lezione queste elezioni ci lasciano, è che l'Italia ha paura. Ma la paura può diventare risorsa, se soltanto la concretezza, le riforme, il fare collettivo, il senso civico - di tutti - riusciranno a cambiare pelle a questo Paese che deve ritrovare fiducia in se stesso.

lunedì 7 aprile 2008

Aiuto ! Inquina anche la Fiamma Olimpica !

Povera Fiamma Olimpica !

Mala tempora currunt per l'ideale di Olimpia. Il Sacro Fuoco acceso nel Braciere del tempio Greco qualche settimana fa rischia ad ogni tappa in più di diventare una povera brace inconsistente, tra un estintore e un altro, una protesta e un'altra.

Proteste legittime. Giustissime, anzi sacrosante. Ma certo, a ripensare agli ideali del povero Barone De Coubertain, un po' di tristezza viene. E a tal punto ci si scatena contro la tremebonda fiaccola, che addirittura contro di lei si scatena anche la mannaia ecologista.

C'è infatti qualcuno che si è divertito a calcolare il grado di inquinamento della fiaccola: scoprendo così che il percorso mondiale della fiamma olimpica, 135 citta' dei cinque continenti in 130 giorni, produrra' nientemeno che 9.000 tonnellate di anidride carbonica (CO2), la stessa quantita' emessa in due anni a Tuvalu, una piccola isola del Pacifico minacciata dal riscaldamento climatico.

Lo ha calcolato un solerte ingegnere francese, Olivier Carles, condirettore della societa' 'Objectif Carbone', specializzata nei "bilanci del carbonio" (la somma delle emissioni di gas serra rilasciate da un sito o da una attivita').

Partita da Olimpia in Grecia il 24 marzo, la fiamma arrivera' l'8 agosto a Pechino, dopo un viaggio di 137.000 chilometri. Si sposta da una tappa all'altra a bordo di un Airbus A330 di Air China, dipinto con i suoi colori e noleggiato appositamente.
L'aereo consumera' 1,5 milioni di litri di cherosene per coprire il tragitto, producendo, secondo Carles "4.400 tonnellate di anidride carbonica per la combustione del cherosene ed altrettante per la scia di condensa".

Quanto alla fiamma, ci rassicura almeno su questo l'impietoso ingegnere, brucia gas propano come un accendino, e "non emettera' meno di un centinaio di chili di CO2 nel suo viaggio".

Beh, almeno questo.

Per le prossime edizioni - se mai vi saranno - si potrebbe pensare a un trasporto della fiaccola via cavallo o cammello. In fondo basterebbero dieci-dodici mesi.